Gazzetta
di Modena, 9 novembre 2007 |
Il resto
del Carlino, 6 novembre 2007
Il Resto
del Carlino 9 novembre 2007 |
Il
23 gennaio 2008 un lupo viene ucciso, mentre
attraversa la strada provinciale alle 9 di mattina, da un automobilista
proprio vicino ai nostri recinti. La prova della sua presenza sembrerebbe
arrivata, ma la Provincia insiste col negare l'evidenza affermando che
i lupi nel basso appennino ci sono solo per migrazioni in atto ma non
sono stanziali, il lupo insomma secondo loro passava di li per caso.
Ci invia un risarcimento di 1.084 euro a fronte di una nostra richiesta
di 10.000 euro, CHE NOI RIFIUTIAMO CONSIDERANDOLO UNA UMILIANTE ELEMOSINA.
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l'informazione
di Modena, 22 gennaio 2008 |
l'informazione
di Modena, 20 gennaio 2008 |
L'informazione
di Modena, 23 gennaio 2008 |
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Il Resto
del Carlino, 23 gennaio 2008
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L'informazione
di Modena, 24 gennaio 2008
QUELLO
CHE CI FA PIU' ARRABBIARE DI QUESTA STORIA E' CHE A LEGGERE
I GIORNALI, I SITI ISTITUZIONALI, LE DICHIARAZIONI DEI POLITICI,
I BLOG, I LIBRI CHE VENGONO SCRITTI DA PARTE DI CITTADINI IMPROVVISATI
MONTANARI, ECC.... TUTTI SEMBRANO CONTENTI CHE IL LUPO SIA TORNATO
ED IL LUPO SEMBRA SOLO LA VITTIMA DA DIFENDERE DALLE ANGHERIE
DEGLI ALLEVATORI DI OVINI, ANCHE SE NESSUNO
VUOLE AMMETTERE CHE I PASTORI ORMAI SONO IN NUMERO INFERIORE
A QUELLO DEI LUPI. MA QUESTE PAROLE ARRIVANO TUTTE DA
CHI USA IL SEDERE DEGLI ALTRI PER PRENDERE LA "SUPPOSTA
CHE FA MALE" E NON CI METTE IL SEDERE SUO. UNA POSIZIONE
TROPPO COMODA ED IPOCRITA PERCHE' CHI HA ORMAI IL SEDERE CHE
SANGUINA COME NOI POSSA TACERE. LE VITTIME DI QUESTA SITUAZIONE
SONO SOLITAMENTE PASTORI CHE VIVONO SULLA TERRA E NON SULLA
RETE O NEGLI UFFICI E NELLE UNIVERSITA', E CHE NON HANNO PURTROPPO
NE' LA CULTURA NE' LE CONOSCENZE TECNICHE NE' LE AMICIZIE NE'
I SOLDI DELLA COMUNITA' EUROPEA PER FARSI ASCOLTARE. LA NOSTRA
VOCE PUO' ESSERE QUINDI IMPORTANTE, ALTRIMENTI L'UNICA VOCE
CHE SI PUO' LEGGERE ED ASCOLTARE RIMANE QUELLA DEI CITTADINI
E DEGLI "STUDIOSI" CHE SONO FAVOREVOLI A QUESTO RITORNO.
TUTTA GENTE RIPETIAMO CHE PERO' USA IL SEDERE DEGLI ALTRI (GLI
ALLEVATORI E I PROPRIETARI DI TERRENI MONTANI) PER PRENDERE
LA SUPPOSTA CHE FA MALE (IL LUPO), NON IL LORO.
PER FAR RIFLETTERE E FAR CAPIRE ALMENO A QUELLI CHE FINORA SONO
RIMASTI NEUTRALI SU QUESTA FACCENDA QUANTO E' RIDICOLO, COMODO,
PREPOTENTE ED IPOCRITA IL PENSIERO DI QUESTO TIPO DI PERSONE
IL
28 GENNAIO 2008
INIZIA LA NOSTRA
PROVOCATORIA CAMPAGNA
"ADOTTA
UN LUPO, ALLEVA UNA PECORA"
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clicca nell'immagine sottostante per vedere i dettagli ed
i documenti relativi a questa campagna.
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gazzetta di Modena 29 gennaio 2008
clicca qui per i dettagli della campagna
ADOTTA UN LUPO, ALLEVA UNA PECORA
L'informazione di Modena, 31 gennaio 2008
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Altri
documenti:
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01 feb 2008
CI SCRIVE UN AMICO DEL LUPO:
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Original Message -----
Da : roberto t.
A : info@casacapuzzola.it
Oggetto : info adozione
Data : Thu, 31 Jan 2008 12:36:32 +0100 (CET)
>
salve mi chiamo Roberto, volevo avere alcune informazioni
> riguardo alla brillante idea! , primo se queste pecore
> di cui si parla sono protette da " cani da pecora" se
la
> notte sono ricoverate nell ovile come si faceva un tempo ?
> , poi e stato in qualche maniera documentato , che siano
> lupi gli aggressori , o cani randagi , o cani non randagi
> , ladri etc. ci sono dei recinti elettrificati?, sapete
> spesso poi è successo ed è anche documentato con
video
che
> molti colleghi allevatori abbiano fatto sbranare da cani
> pecore gia morte! , il lupo mangia la pecora per fame ,l
> uomo spara al lupo per vendetta ! oppure altri imbrogli
> tipo pecore sbranate da lupi dove il primo lupo utile era
> a 800km quindi molte predazioni fasulle hanno creato un po
> di problemi con i risarcimenti chiesti anche dove e
> accertato che di lupi non ce neanche il pelo, un po come
> succede con le assicurazioni auto! magari se mi fate
> sapere l indirizzo , verro io stesso a cercare di
> documentare le aggressioni
> notturne con foto e video !
> purtroppo l ecosistema ha bisogno del lupo per il suo
> equilibrio , non so se la pecora ha la stessa importanza
> nell ecosistema , questo un po a discapito dei poveri
> allevatori," io spesso ho avuto problemi con la grandine e
> il mio raccolto eè andato in fumo ed anche li niente
> risarcimenti , mi hanno risposto solito assistenzialismo
> all italiana! chiederò di eliminare la grandine" attendo
> vostre info che se soddisfacenti penserò all adozione a
> distanza . anticipatamente ringrazio! provo a spedire un
> allegato. ( foto : questi chi li risarcisce?)
LUPO
INVESTITO AUTO |
LUPO
SPARATO |
04 feb 2008
Preoccupati per la primavera che arriva ci prepariamo ad
una eventuale serrata. Ma scopriamo che in quel caso
potrebbero nascere seri problemi. Meglio approndire....
SCRIVIAMO ALLA COMUNITA' MONTANA
CHIEDENDO DI POTER EVENTUALMENTE
CHIUDERE L'AZIENDA RINUNCIANDO AI
CONTRIBUTI ANCORA DA PERCEPIRE PER
L'AGRICOLTURA BIOLOGICA NEI
TRE ANNI SUCCESSIVI SALVAGUARDANDO
QUELLI PERCEPITI NEI DUE ANNI TRASCORSI
28
febbraio 2008
La
Comunità Montana del Frignano ci manda
una
lettera nella quale ci dice che ha ricevuto
la nostra richiesta e ha chiesto spiegazioni a Bologna.

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01
feb 2008
LA NOSTRA RISPOSTA all'amico del LUPO:
SALVE,
molto interessante il suo punto di vista, che condivido in
gran parte.
Devo
darle dei dettagli che lei forse ha trascurato, non
visionando a sufficienza il sito internet della azienda.
1)
lei sta parlando con un ambientalista che da almeno 15
anni rappresenta il WWF nel suo comune e nella montagna e
che in passato ha finanziato la propria associazione in
azioni tese proprio alla salvaguardia del lupo. Non sta
parlando con un imbroglione o con una persona che odia i
lupi.
2)
la legge da circa 40 anni (che non ho fatto io ma che fui
contento che fosse fatta cosi', come tutti gli
ambientalisti) considera gli animali selvatici non piu' "res
nullius" come era un tempo ma "patrimonio dello stato".
Questa modifica importante dello status giuridico degli
animali è stata il presupposto per ottenere poi in seguito
la tutela degli stessi e l'aggravamento delle pene per i
bracconieri (si considera furto ai danni dello stato). Ora,
come lei ben sa, qualsiasi proprietario di animali è
tenuto a risarcire i danni che questi fanno ed eventualmente
ad assicurare gli stessi per la responsabilità civile. Io
le mie pecore le ho assicurate, come i miei cani, per i
danni che possono fare a terzi. Ho fatto recinzioni per
tenerle dentro e perche' non escano a fare danni ecc.. Per
qualche strano motivo, mentre lo Stato si considera padrone
dei suoi animali quando li deve difendere, poi si ritiene
estraneo al problema quando i suoi animali fanno dei danni
ai terzi, i cittadini. Arrivando a pretendere, come ad
esempio nella legge toscana, che siano gli allevatori ad
assicurarsi contro i danni dai lupi e a mettere in opera
azioni di protezioni delle proprie greggi. Sarebbe come a
dire che se lei ha delle galline ed un vicino con un cane
mordace, deve essere lei a farsi i recinti per tenere fuori
il cane ed assicurare le galline invece che, come lei ben
sa, essere il padrone del cane ad assicurarsi e a
preoccuparsi che non faccia danni a lei.
Potrei
continuare parlandole del fatto, che ad
esempio nelle riserve di caccia private per i danni
provocati dagli animali cacciabili paga il proprietario
della riserva, ma sono convinto che lei ha già capito
benissimo il problema e come deve essere affrontato.
Circa il lupo ammazzato dall'auto, le garantisco che se
fosse stato il mio cane ad entrare in strada e a causare
l'incidente, non solo l'automobilista non avrebbe pagato il
mio cane ma la mia assicurazione avrebbe pagato i danni
all'auto. Cosi' funziona in un paese civile. Tranne quando
i danni agli automobilisti li fanno gli animali di proprietà
dello
Stato Italiano, che non si capisce perchè non paga mai nulla
ma anzi a volte ha il coraggio di chiedere lui al danneggiato.
Io
non ho niente contro i lupi, anzi. Però non posso
essere il solo a mantenerli. Se i lupi, come si dice da 40
anni sono di proprietà dello Stato, che questo paghi i
danni. Se non lo fa lui, che almeno lo facciano gli amanti
del lupo: ecco la ragione della mia campagna.
Altrimenti, mi scusi la volgarità, la si smetta come
ambientalisti di "fare gli omosessuali con il sedere degli altri".
Io
ci ho messo 20 anni a recuperare un ambiente che era
degradato a frane in una situazione, prima che arrivassero i lupi, di
equilibrio tra uomo e natura di cui ero fiero. Può vedere
le foto e le spese fatte nel sito. Io "per fare l'omosessuale ci
ho messo il sedere mio" ma adesso, mi scusi, sanguina troppo.
Glielo dico da ambientalista, non da allevatore, e le allego
due articoli di questi giorni che mi riempiono, come penso
lei, di sdegno ma anche di preoccupazione: un sistema
lasciato a se stesso in qualche modo si autogoverna, e
purtroppo chi ci farà le spese sarà il più debole
(il lupo)
Se vuole allevare a distanza una pecora per il lupo,
non ha che scegliere quale.
Mi venga a trovare.
Casa Capuzzola è sulla strada provinciale n.4 fondovalle
Panaro in Provincia di Modena, comune di Pavullo nel
Frignano.
saluti
Dino
FANANO,
25 gen 2008 |
PIEVEPELAGO,
29 gen 2008 |
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Nei primi quindici giorni di Febbraio 2008 nessuno risponde al nostro
appello
provocatorio di ADOTTARE UNA PECORA.
Nè le associazioni di categoria agricole, nè le istituzioni.
Anche gli amanti del lupo dopo un primo momento di interesse ora tacciono..
Il 17 febbraio
2008 mettiamo on line la campagna
su EBAY,
che al momento è la vetrina più importante del mondo..

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il
18 febbraio 2008 l'inserzione è
già segnalata nel sito fra gli oggetti incredibili:
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19
febbraio 2008
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21 febbraio 2008
Intanto che noi cerchiamo di vendere le nostre pecore (vedi inserzione
a fianco) viene reso pubblico quello che noi sapevamo da qualche mese:
anche nella vicina oasi faunistica di Festà, una azienda di 100
ettari interamente recintata con reti antisalto per ungulati, ci sono
state nei mesi scorsi delle stragi di animali, specie mufloni.
Ora pensano anche loro di chiudere l'azienda.

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Intanto su ebay l'iniziativa suscita reazioni contrastanti.
Rispondiamo ad alcune domande...
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10
giugno 2008
chiediamo chiarimenti alla Provincia di Modena
sulla proposta di risarcimento inviataci a gennaio.

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28
agosto 2008
ci arriva la risposta della Amministrazione Provinciale: hanno esaminato
solo la prima delle nostre due richieste del 2007 e nell'istruttoria
hanno commesso un errore per il quale si scusano e al quale rimedieranno
al più presto. Sono state indennizzate le pecore trovate uccise
con il 90% del loro valore di mercato stabilito dai bollettini ufficiali
ISMEA. Non è possibile per l'Ente risarcire altre spese e danni
in quanto non previsto dalle leggi regionali.

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ESTATE
2008
Le
uccisioni di pecore si moltiplicano ovunque in appennino.. Ma
secondo le autorità veterinarie e provinciali NON E' UNA EMERGENZA
e SI CONTINUA AD ATTRIBUIRE LA COLPA DEGLI EVENTI A PRESUNTI CANI RINSELVATICHITI
(anche se nessun operatore delle Amministrazioni Comunali sembra che
ne veda in giro più di quelli che ci sono sempre stati, pochissimi)
E NON AI LUPI. Anche su periodici indipendenti e ceduti gratuitamente
in negozi ed edicole vengono dedicate pagine intere per convinvere quanto
è buono il Lupo e che non ci sono problemi.




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22
agosto 2008
RITORNANO i lupi in azienda:
7 pecore uccise ed 1 dispersa.
Viene fatta una nuova interrogazione in Consiglio Provinciale.
29 agosto 2008
Dopo una settimana i lupi attaccano le agnelle giovani in allevamento
per rimpiazzare le perdite dell'anno precedente, separate dal gregge
principale e tenute in una porzione di pascolo che credevamo piu' sicura,
dove ci sono anche due pastori maremmani: bilancio di 11 uccise
e 5 ferite. Di queste ferite, solo 2 sopravviveranno nei giorni
successivi. Totale morti per questo attacco: 14.
Non ne possiamo proprio più di tutta questa
ipocrisia : mettiamo una
taglia di 1.000 euro a favore di chi riuscirà a dimostrare la
presenza del lupo in zona e la sua responsabilità negli attacchi
alle nostre pecore
Gazzetta
di Modena, 2 settembre 2008
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SULLA
STAMPA VIENE DATA MOLTA IMPORTANZA ALLA VICENDA
... ....
LE
FORZE POLITICHE DI OPPOSIZIONE IN PROVINCIA E IN REGIONE, LE UNICHE
CHE SEMBRANO INTERESSATE AL PROBLEMA, FANNO ENNESIME RICHIESTE DI
CHIARIMENTI NELLE SEDI ISTITUZIONALI

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18
settembre 2008
Il dott. Duccio Berzi del Centro Documentazione e Studi sul Lupo, per
tramite del fotografo Stefano Torreggiani FOTO-TORRE di Pavullo (MO),
ci presta due foto-trappole che posizioniamo sul recinto a margine del
bosco dove era avvenuti gli attacchi il 22 agosto. Qui mettiamo due
agnelle ferite dall'episodio del 29 agosto, che teniamo in zona fototrappole
restringendo il recinto.
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21
settembre 2008.
UN ALTRO ATTACCO
Il gregge di pecore è chiuso in un campo che confina con il cortile
della casa ma i lupi osano fin qui: una pecora viene uccisa, portata
fuori dei recinti attraverso un tubo posto alla fine di una scolina
per l'acqua, e poi completamente divorata.
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3
ottobre 2008
I tecnici del Servizio Faunistico della Provincia compiono un sopralluogo
in azienda al fine di capire cosa si può fare per arginare il
problema. Si concorda per un adeguamento della recinzione esistente,
per ora almeno di quella piu' recente. La Provincia sta cercando di
avere i fondi da Bologna per queste opere di prevenzione. Vengono mostrate
ai tecnici le fototrappole: il display indica che hanno gia' scattato
diverse fotografie, si decide di toglierle ma l'operazione viene rimandata
in quanto nel frattempo le batterie sono scariche e non si riesce ad
estrarre il rullino.
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6
-9 ottobre 2008
Il giorno dopo il sopralluogo dei tecnici provianciali, caricate le
batterie e tolti i rullini dalle fototrappole, li portiamo al fotografo
ed aspettiamo l'esito.
Il giorno 9 ottobre abbiamo il responso: tra i tanti animali fotografati
(istrice, volpe, cinghiali, daini) nelle negative troviamo anche un
lupo, o meglio UNA LUPA:si è avvicinata diritta al recinto
dove c'era la fototrappola, talmente vicina a questa che nella fotografia
appare con parte del muso tagliato. Comunque è riconoscibilissima
e tutti gli esperti di lupi a cui il fotografo appassionato di lupi
invia la foto per la diagnosi non hanno dubbi : e' proprio una lupa
!
Ora anche
i tecnici della Provincia di Modena ai quali tra i primi vengono inviate
le foto non hanno piu' dubbi: è confermato che ci sono
i lupi intorno alla azienda.
Ora si tratta di capire come tenerli fuori dai nostri recinti. Noi
facciamo la richiesta di avere da parte dell'Ente almeno il materiale
che serve a fare le modifiche concordate ai recinti. La manodopera
necessaria ad eseguire i lavori (anche se ne servirà tanta)
siamo disposti a mettercela noi, basta che si riesca ad arginare questa
ecatombe prima che le pecore finiscano tutte.
Facciamo infatti un bilancio di questi tre anni (2006-2008)
di tragedie : 67 nostri animali mancati, di cui 50 trovati uccisi
o morti per le ferite (che dovrebbero essere presto rimborsati,
seppur al 90% del loro valore) e 17 animali spariti (che
invece mai nessuno ci pagherà, come non ci pagherà le
diverse centinaia di euro per spese di smaltimento delle carcasse,
maggiori oneri di allevamento e decine di ore perse per gestire le
emergenze)
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Il resto
del Carlino, 11 ottobre
2008
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L'informazione
di Modena, 11 ottobre 2008
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Gazzetta
di Modena, 11 ottobre 2008 |
10
ottobre 2008
Vista
l'apparente disponibilità della Amministrazione Provinciale
a venirci finalmente incontro per cercare di mettere in sicurezza
dai lupi i nostri recinti esistenti, il 10 ottobre 2008 prepariamo
in fretta una circostanziata richiesta di materiale che corrediamo
di preventivi di ditte locali pronte a fornirci il materiale in poco
tempo. Abbiamo la speranza di poter provvedere alla messa in opera
nei mesi successivi e vedere poi nella primavera estate 2009 se le
modiche apportate funzioneranno, onde estenderle poi al resto delle
recinzioni aziendali.
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Ricevuta
la formale richiesta, gli uffici della Provincia di Modena, nonostante
gli articoli rassicuranti sulla stampa, ci comunicano però che
non possono autorizzarci l'acquisto presso le ditte che avevamo trovato
noi, devono fare loro un bando pubblico per far fare il materiale al
migliore offerente. E comunque prima devono chiedere i soldi alla Regione,
a Bologna. Il morale ci torna a terra, la battaglia per difendersi
dal predatore è una battaglia impossibile con i meccanismi della
Pubblica Amministrazione.
Intanto
visitiamo anche aziende ovine in Toscana come la nostra dove il problema
del Lupo c'è da più tempo e che hanno provato in qualche
modo a difendersi. Scopriamo con amarezza che tutti gli investimenti
da loro messi in atto non sono risolutivi o sono estremamente onerosi
nella loro realizzazione. I veri recinti antilupo alti almeno 2,5 metri
con parte interrata e rete antiscavalcamento verso l'esterno costano
una cifra che un allevatore di pecore, con quello che rendono le pecore,
non riuscirà mai a pagare. E le recinzioni elettriche, che costano
un poco meno, sono poi estremamente onerose in termini di tempo nella
loro manutenzione perchè rimangano efficaci. L'unica vera soluzione
al problema del ritorno del lupo, che ci viene anche confermata dagli
studiosi dell'animale, che limita veramente i danni e li rende accettabili,
è quella di ritornare alla pastorizia tradizionale, con il pastore
insieme alle pecore con i cani da difesa. Come ci viene scritto anche
da emeriti studiosi del lupo che interpelliamo (es. Luigi Boitani, università
di Roma, considerato uno dei massimi esperti nazionali e forse europei)
con la presenza del predatore sul territorio è quindi diventato
incompatibile un allevamento razionale come il nostro, con pecore allo
stato brado senza custodia, costruito con anni di fatiche sulla scorta
di numerose indicazioni tecniche reperibili nella letteratura italiana
degli anni '80 e validissimo in situazioni dove il lupo non c'è,
vedi le isole brittanniche.
Il
problema del lupo è quindi irrisolvibile con le nostre possibilità.
I
motivi sono tanti. Innanzitutto la nostra è una "piccola"
realtà sita in un territorio di collina arido in estate dove
non esistono terreni da pascolare gratis come gli alpeggi dell'alto
appennino o delle alpi. Il medio-basso appennino modenese e' un territorio
estremamente urbanizzato dove sarebbe estremamente difficile gestire
degli spostamenti animali per passare da terreni ad altri che non siano
contigui, grazie anche a recenti leggi regionali che impediscono il
libero movimento dei greggi sulle strade pubbliche o in terreni non
in gestione certificata. Poi bisogna considerare il fatto che grazie
ai contributi della comunità europea i proprietari dei terreni
limitrofi ai nostri sono incentivati a lasciarli incolti e a pulirli
ogni tanto piuttosto che darli in affitto (politiche scellerate per
le quali avevano già fatto le nostre proteste nel 2005 presso
la Comunità Montana, vedi
qui). Le nostre strutture aziendali, studiate in funzione del numero
di animali allevabili nei tereni recintati esistenti (max 120 pecore)
e che dovevano servire solo al ricovero saltuario nei periodi di maltempo
sono già considerate al limite ai sensi delle nuove leggi sul
benessere animale, che assurdamente non distinguono tra animali che
stanno sempre chiusi in stalla e animali che praticamente non ci stanno
mai. In pratica è impossibile passare per noi ad una pastorizia
di dimensioni maggiori che consenta di ammortizzare il tempo messo a
disposizione da qualcuno per la custodia delle greggi. Anche ammesso
che si possa trovare altro terreno e che si trovi manodopera ancora
disposta a passare la vita sempre con le pecore, dovremmo costruire
un ovile più grande ed a parte i costi che questo avrebbe, le
norme sull'edilizia e il modo vergognoso di amministrarle nel nostro
comune già ci avevano fatto vivere sufficienti amarezze nel 2003,
come abbiamo ricordato per la vicenda chiuso per sdegno. Preferiremmo
evitare di dover aver bisogno ancora di fare richieste in quegli uffici
e da quegli amministratori.
Ci
sentiamo vinti ed espropriati senza risarcimento dei nostri terreni
e dei nostri investimenti. Vorremo
solo poter fare quello che facevamo prima del ritorno del lupo senza
dare fastidio a nessuno, allevando pecore senza però dover stare
sempre con loro, all'interno dei NOSTRI terreni RECINTATI che prima
erano dei nostri trisnonni, ma questo non è più possibile.
La società moderna amministrata dalla maggioranza che vive in
città pretende le montagne ed i terreni degli altri per se, per
il proprio svago e divertimento. Non c'è più rispetto
della proprietà privata, il lupo deve poter mangiare, muoversi,
riprodursi anche dove era ormai estinto e la collettività che
lo difende puo' anche permettersi di non curarsi dei danni che fa a
chi c'era prima di lui, tanto comanda fa le norme e le interpreta come
gli pare.
Venderemmo
tutto e ce ne andremmo volentieri da questa terra che di fatto non ci
appartiene più, se non fosse che ci sono nate generazioni di
nostri famigliari e odiamo con tutte le nostre forze la vita in città.
Ma qui ci sono ancora 40 pecore, nessuno ci ha ancora risposto se possiamo
smettere l'attività oppure no senza restituire i soldi che ci
hanno dato per proseguirla comunque senza reddito per noi, siamo obbligati
a continuare. Vorremmo almeno provarci a vedere se si puo' resistere,
sistemando i recinti, ci crediamo ormai poco ai lavori che avevamo ipotizzato
ad ottobre ma un tentativo si potrebbe anche fare...... se solo si degnassero
di darci almeno il materiale in fretta.
Nel
frattempo, e nostra insaputa, sembrano sortire un minimo di effetto
tutte le proteste che avevamo fatto nel 2007 e 2008 circa gli insufficienti
risarcimenti e che erano arrivate sui banchi consigliari grazie ad interpellanze
delle opposizioni. La regione Emilia Romagna
alla fine del 2008 modifica le norme sui risarcimenti e introduce la
possibilità di avere anche l'indennizzo delle spese di smaltimento
obbligatorie delle carcasse, che da sole tante volte
erano più alte dell'indennizzo e molti allevatori preferivano
non chiedere nemmeno il risarcimento. Non e' sicuramente una cosa risolutiva
avere anche quei soldi in più ma è meglio di niente.
Nella
primavera- estate 2009 però non succede più niente. La
Provincia non dice più niente della nostra richiesta del materiale,
la Comunità Montana continua a non rispondere alla nostra richiesta
di poter smettere prima. Scopriamo invece noi con amarezza che la decimazione
del gregge con le uccisioni produce altri deleteri effetti economici
sull'azienda: per
effetto dei contorti meccanismi con i quali vengono concessi i contributi
per l'agricoltura biologica, legati alla superficie aziendale ma anche
al numero di animali, per il 2008 e per il 2009 subiamo una riduzione
di oltre 2000 euro all'anno sul contributo che ci era stato assicurato
nei primi anni quando invece il gregge era completo.
E'
una amarezza dietro all'altra,
non abbiamo più voglia ormai di replicare, subiamo gli eventi
cercando di dare meno fastidio possibile a chi vive solo dietro a quelle
scrivanie. Cerchiamo
comunque di difendere i nostri animali meglio che possiamo. Il gregge
si è ridotto ormai a meno della metà, abbandoniamo i pascoli
più lontani alla stalla e all'ovile e teniamo le pecore nei campi
il più possibile vicino al centro aziendale, che adesso sono
sufficienti, sperando che finalmente il lupo si dedichi a mangiare quello
che c'è fuori dai nostri recinti: caprioli, daini, cervi, cinghiali
in quantità degne di un parco zoologico e non di un territorio
agricolo di privati cittadini come era nel secolo scorso. In parte la
nostra manovra serve: nel 2009 subiamo solo due attacchi con uccisione
di sole quattro pecore, anche se i segnali sono preoccupanti: queste
avvengono in un campo aperto molto vicino alla abitazione dove prima
non era mai successo niente. Siamo
talmente avviliti da questa vicenda che non segnaliamo più nemmeno
alla stampa l'accaduto, cosa che invece prima prontamente facevamo perchè
erano le uniche orecchie che ci stavano ad ascoltare e ci davano voce.
Da altre parti dell'appennino invece si segnalano aggressioni anche
a danni di vitelli, mentre chiude definitivamente il parco zoologico
della vicina frazione di Festà, in Comune di Marano sul Panaro:
non c'è rimasto quasi più niente, i lupi si sono mangiati
tutto, nonostante i loro recinti sicuramente migliori del nostro, fatti
per tenere dentro caprioli e non pecore.
All'inizio
di settembre del 2009 ci
arriva una telefonata dagli uffici della Provincia che si occupano della
gestione della fauna. nella quale ci dicono che non si sono dimenticati
di noi (sigh !!!!) e che tra poco sarà pronto il materiale che
abbiamo richiesto l'anno prima... Vogliono però sapere se una
volta che ce l'hanno dato lo metteremo in opera immediatamente perchè
loro possano controllare. Facciamo presente che anche ammesso che il
materiale fosse pronto il giorno dopo la telefonata, la consegna sarebbe
avvenuta esattamente 10 mesi dopo quanto sarebbe stato a noi necessario,
in un periodo autunnale nel quale il nostro tempo per fare i lavori
è ridotto. Considerato anche che parlando con altri allevatori
nell'anno trascorso abbiamo maturato seri dubbi che questo tipo di lavori
sperimentale potrebbe sortire effetti risolutivi, prendiamo tempo su
quella risposta. Rimaniamo d'accordo che quando il materiale sarebbe
stato effettivamente pronto e loro ci avrebbero mandato la lettera di
concessione noi avremmo preso una decisione.
Ma
passa tutto l'inverno senza che nessuno della Provincia ci dica più
niente. Non arriva nessuna lettera dalla Provincia per dirci
del materiale e per chiederci cosa vogliamo quindi fare, nessuno ci
telefona più a quello scopo. Come abbiamo detto, siamo stanchi
di tutta questa storia, aspettiamo gli eventi, in cuor nostro pensiamo
che se non ci hanno più detto niente avranno avuto le loro buone
ragioni, o ci sarà stato qualche altro impedimento burocratico
a ritardare o impedire quella concessione.
Nemmeno
la Comunità Montana risponde ancora circa il fatto che noi si
possa smettere: la nostra richiesta deve essere proprio finita
nel dimenticatoio. Il nostro atteggiamento anche con loro non è
comunque diverso: se non hanno avuto tempo e voglia di rispondere
durante tutto il 2008, nonostante anche l'interrogazione
in Consiglio Provinciale al proposito di settembre, avranno le loro
ragioni e sarebbe inutile discuterci ancora. Anche se potremmo
avere mille occasioni per chiedere a loro di nuovo spiegazioni e sollecitarli,
preferiamo quindi lasciarli stare ed aspettiamo.....
Siamo
in primavera del 2010. L'inverno è passato tenendo
sempre le pecore in stalla, anche in quei giorni quando in anni passati
le pecore le lasciavamo libere di pascolare, per il loro benessere e
non per la loro alimentazione. E' arrivato aprile ed il tempo di liberare
le pecore nei pascoli, perchè ormai il fieno è finito
e l'erba è alta. Usiamo gli stessi accorgimenti dell'anno prima.
Teniamo le pecore nei campi vicini a casa, le agnelle giovani
da rimonta nel recinto del vigneto annesso alla abitazione, le controlliamo
e contiamo mattina e sera. Per un po' va tutto bene, poi inizia l'ecatombe.
il
giorno 11 maggio 2010 la prima aggressione
della lunga serie che porterà alla chiusura. In
uno spazio ristretto a circa 100 mq all'interno di un appezzamento recintato
di circa 10.000 mq annesso alla abitazione vengono uccise 7 pecore,
2 risultano disperse e manca anche un agnellone di 3 mesi. Tutti gli
animali sono feriti solo nella zona della gola. Alcuni presentano esternamente
solo alcuni fori mentre all'interno risultano completamente disintegrate
la trachea e tutti i vasi e tessuti interni circostanti. Il veterinario
ci spiega che la morte delle pecore avviene in maniera quasi istantanea,
perchè in quel punto passano anche dei nervi che controllano
l'attività cardiaca e in pratica nel momento stesso in cui l'animale
predato viene morso questo collassa morto, evitando altra fatica al
predatore, cosa che è funzionale alla sua massima resa. Alcune
pecore risultano spolpate in parte o quasi per intero, secondo una precisa
tecnica di scuoiamento che prevede prima l'apertura della pelle a livello
del ventre, dove vengono subito divorate le parti più pregiate
come il fegato, proseguendo con la pelatura verso le parti muscolari
più tenere e buone...... Un lavoro veramente preciso..........Nessuna
pecora ha morsi alle gambe o in parti del corpo diverse dalla gola.
Come avevamo sempre detto, nessun cane di nessuna specie in passato
le rare volte che era entrato nei nostri recinti aveva colpito con questa
precisione, gli animali erano tornati in stalla feriti dappertutto con
morsi che denotavano una assoluta "ignoranza" della tecnica
necessaria. Nell'intorno orme di canidi MOLTO grandi.....
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Negli anni precedenti di solito i lupi avevano aspettato settimane
ed anche mesi prima di tornare, speriamo che vada così anche
quest'anno. Abbiamo ormai capito che alla Pubblica Amministrazione
le cose vanno bene che continuino in questo modo, pagando
il 90% del valore delle pecore uccise man mano che questo accade ed
amen, continuando pure a pagare i contributi alla azienda per produrre
cibo biologico che mangia solo il lupo. Abbiamo anche visto che senza
scrupoli alla fine del 2007 nella vicina Sassuolo un allevamento era
stato portato per intero al macello dalle autorità comunali
grazie a leggi regionali, perchè il pastore dava fastidio ai
vicini: 400 pecore sane uccise in sfregio a qualsiasi buon
senso e norma di tutela della vita animale. Clicca
qui per i dettagli di questa altra vergognosa vicenda.
Avevamo vissuto anche noi nel 2002 lo sterminio di tutti gli animali
per via di leggi obsolete...
Della vita delle pecore insomma.............. se non ci preoccupiamo
noi allevatori non interessa a niente a nessuno.....
Ma
le cose quest'anno non vanno purtroppo così......
Non passa nemmeno una settimana ed i lupi ritornano. Il giorno 17
maggio 2010 la seconda aggressione: 2 montoni adulti
e 2 pecore. Uno di questi dopo l'uccisione è stato pelato dal
predatore e divorato in maniera esemplare. Il veterinario dell'AUSL
chiede di fare delle foto e l'accontentiamo.
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 ...........
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Proviamo a mettere le pecore dentro all'ovile alla sera e a rimetterle
fuori al mattino, anche se questo comporta un utilizzo di manodopera
anomalo al quale non eravamo preparati e ha dei costi imprevisti. Per
due giorni va bene. All terzo giorno, il
20 maggio 2010, dopo che al mattino presto le abbiamo
liberate, prima di mezzogiorno ne troviamo una morta e parzialmente
mangiata.
La mattina dopo si ripete la scena. Il 21
maggio 2010 altre due pecore morte
Proviamo
a spostarle in un altro appezzamento, sempre non troppo lontano dalla
abitazione e vicino alla strada di accesso al centro aziendale, quotidianamente
percorsa da mezzi agricoli e da autovetture, anche non nostre. Per dieci
giorni non succede più niente, il predatore sembra disorientato,
ma la mattina del 31 maggio 2010 un
altro cadavere.
Proviamo
a tenerle più vicine alla strada a poche decine di metri dal
cancello di ingresso. Confinate in un recinto più piccolo, la
strage che avviene il giorno 5 giugno
2010 è ancora peggiore: 4 pecore uccise, di cui
una quasi completamente spolpata, e 3 pecore gravemente morsicate al
collo ma ancora vive, per le quali ci arriva anche una ordinanza
comunale di sequestro per 4 mesi per effetto delle normative
veterinarie di controllo della rabbia sui cani (della
nostra rabbia invece abbiamo già detto che non gliene frega niente
a nessuno !!)
Proviamo
a rimettere le pecore nel campo vicino a casa. Per qualche giorno non
succede niente, poi il 10 giugno 2010
un'altra è mangiata, sempre al mattino dopo che le abbiamo liberate.
Quelle 3 ferite che abbiamo lasciato nel recinto più piccolo
dove erano state aggredite e che "speravamo" venissero predate
al posto di altre vengono invece lasciate in pace, il predatore sembra
preferire le pecore sane ed in buona salute, invece che quelle febbricitanti
per le ferite che lui ha fatto qualche giorno prima.....oppure l'odore
dei disinfettanti cutanei che abbiamo usato non gli piace come condimento....
Il veterinario dell'AUSL, forse stanco di dover venire cosi' di frequente
a compilar verbali e a mozzare teste (per il controllo della SCRAPIE)
ci chiede di prendere provvedimenti. Gli spieghiamo la situazione, che
non possiamo fare altro, e non possiamo nemmeno chiudere l'azienda e
cercare di vendere le pecore perchè in assenza della risposta
della Comunità Montana sulla possibilità di smettere per
cause di forza maggiore rischiamo di dover restituire troppi soldi percepiti
negli anni appena trascorsi e che non abbiamo nemmeno più, avendoli
spesi per tirare avanti l'azienda. Avevamo detto a noi stessi che non
l'avremmo più fatto, ma in sua presenza telefoniamo a quegli
uffici dicendogli quello che succede e chiedendo di darci una risposta.
Ma
ormai non c'è più niente da fare, teniamo quelle più
preziose dentro al recinto della vigna e del giardino sotto casa e lasciamo
dal mattino presto alla sera le altre superstiti nel campo vicino a
casa. Intanto in tutti gli altri pascoli l'erba ormai cresciuta e non
mangiata per niente diventa gialla e subentrano i pericoli di incendi,
ci toccherà presto chiamare un contoterzista (e pagarlo) per
farli pulire. Ironia della sorte, quasi il destino (oppure gli uffici)
ci volessero anche sbeffeggiare, ci arriva in questi giorni una altra
telefonata dell'ufficio della Provincia che si occupa della gestione
della fauna dicendoci che il materiale per mettere in sicurezza i recinti
è pronto da un po' di tempo e ci chiedono come mai non lo siamo
mai andati a prendere....Facciamo fatica a mantenere il controllo........nessuno
ci ha mai detto che lo potevamo fare !!!! Manteniamo il controllo solo
perchè la ragazza che ci sta telefonando ha una voce molto gentile
e capiamo che lei non c'entra niente con l'accaduto e non è lo
stesso funzionario con il quale avevamo trattato dal 2007 al 2009....
Le diciamo che vogliono "provare a chiudere la stalla ma quando
i buoi sono tutti fuori da tempo" e che la sua telefonata
ci fa molto arrabbiare.....quel materiale ci serviva nell'autunno o
al massimo nei primi mesi del 2009, quando c'era ancora un gregge di
un certo tipo da difendere, non nel giugno del 2010 quando delle pecore
ormai non ce ne sono più. Lei
è dispiaciuta ma non sa cosa farci, ci preannuncia che ormai
il materiale per noi lo hanno fatto fare e ci manderanno una lettera
per andarlo a ritirare....
Intanto
il 16 giugno 2010 una
altra pecora viene trovata mangiata quasi interamente.
Chiudiamo
a questo punto tutte le pecore insieme nel recinto della vigna e sotto
a casa, insieme alle agnelle che finora si erano salvate. Siamo sicuri
che il lupo non oserà entrare li dentro: il recinto è
tra i migliori che abbiamo, con filo spinato sopra e sotto, siamo a
poche decine di metri da dove viviamo anche noi, ci sono strutture di
ferro, una piccola piscina di plastica con ombrelloni e sdrai, fin che
c'è erba li possiamo andare avanti .....
TUTTO
INUTILE !!
La
notte tra il 20 e il 21 giugno
vengono uccise agnelle e pecore anche li dentro, scavando sotto alla
rete sia per entrare che per uscire, a meno di 20 metri dalla finestra
dove stavamo dormendo, colpendo vicino a strutture assolutamente "innaturali"
come un bombolone del gas, una piccola piscina fuori terra con prato
sintetico, e che in "teoria" dovrebbero risultare quantomeno
scoraggianti per un predatore che a sentire alcuni che scrivono libri
e fanno convegni ha paura dell'uomo e sarebbe solito nutrirsi sempre
di cinghiali e caprioli, mangiando le pecore solo quando proprio non
sa più cosa mangiare....
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A QUESTO PUNTO C'E' DA AVERE
PAURA ANCHE PER NOI STESSI !!!
TU NON CREDI PIU' ALLA FAVOLA DI CAPPUCCETTO ROSSO E
PENSI CHE IL LUPO NON POSSA ESSERE
PERICOLOSO PER L'UOMO ? LEGGI
QUI LE DICHIARAZIONI DEGLI STUDIOSI DEL LUPO ED ANCHE
ALCUNE RICERCHE STORICHE RELATIVE A EPISODI DI UCCISIONE DI UOMINI DA
PARTE DEL LUPO IN ITALIA
E STATISTICHE ATTUALI RELATIVE AI CASI DI UCCISIONE DELL'UOMO DA PARTE
DEL LUPO NEL MONDO.
Ma
il peggio quella mattina non è ancora arrivato. In azienda
questa volta non arriva più solo il veterinario che era solito
venire a fare il triste lavoro di recuperare con me le carcasse. L'accompagnano
il suo responsabile dell'ufficio ed il funzionario della Provincia di
Modena che si occupa dei risarcimenti economici per i danni da fauna
con il quale una decina di giorni prima avevo avuto un diverbio telefonico
causato dal mancato risarcimento per l'anno 2009 delle spese di smaltimento
delle carcasse, dovuto alla incompleta documentazione presentata nella
pratica per la quale, anche per la ventennale conoscenza personale esistente
tra noi, io mi sarei aspettato un suo modo di lavorare diverso. Il nostro
diverbio era stato portato a conoscenza dell'assessore provinciale in
una email nella quale io chiedevo chiarimenti circa le tempistiche previste
per l'inoltro della domande di risarcimento, che non erano per niente
chiare e che quel funzionario aveva sottolineato come una eventuale
possibile causa di mancati risarcimenti futuri. Clicca
qui se vuoi leggere l'email
I
trio di funzionari dopo aver preso atto dell'accaduto ed aver provveduto
alle usuali incombenze di legge sulle carcasse (prelievo della testa,
verifica del tipo di lesioni ecc..) mi comunica in sede di verbale che
la cosa non può più continuare in questo modo. IO
devo prendere dei provvedimenti, perchè per legge sono
tenuto a custodire i miei animali in modo che questi siano difesi dal
predatore, che ci sono leggi relative al benessere animale che vanno
rispettate ecc.. ecc.... Io a sentire discorsi del genere sono veramente
arrabbiato. Gli chiedo cos'altro dovrei fare per difendere quegli animali
visto che tutto quello che ho fatto finora non è servito, che
me li sono venuti a mangiare in giardino. Gli chiedo di mettersi nei
miei panni, di provare a pensare cosa vuol dire dopo aver fatto tutti
i recinti e quelle cose che ho fatto ora non poterle più usare,
e sentirmi anche dire che adesso è colpa mia !!!! Gli chiedo
di scrivermi espressamente sul verbale cosa dovrei fare secondo loro
ma la loro risposta è che le modalità con le quali posso
pensare di difendere gli animali sono a mia scelta e non competono a
loro. Come consiglio personale, che comunque si rifiutano di scrivere
sul verbale, mi dicono di tenere le pecore chiuse nella stalla oppure
di "sorvegliarle di più", che vuol dire tutto
e niente, visto che dal mio punto di vista io dei soldi e del tempo
straordinario per gestire questa situazione sono convinto di averne
già speso anche troppo.......... Provo a fargli capire che quello
che mi stanno chiedendo di fare va contro a qualsiasi morale, che io
sono la vittima di questa situazione che altri hanno voluto che si creasse
sul territorio e non il carnefice !!!! Che le mie pecore hanno tutto
quello che gli serve per stare bene, come sono state benissimo nei 20
anni che sono state qui, quando gli unici problemi che gli animali hanno
avuto li hanno avuti a cura del servizio veterinario nel 2002 per l'uccisione
di tutte quante per effetto di norme che non mi ero inventato io......
Che il predatore non l'ho messo io in giro e che io prima che arrivasse
il predatore non ho mai dato fastidio a nessuno, che sono altri che
devono trovare dei rimedi per i loro animali selvatici, come io li ho
sempre trovati quando il mio cane è andato a dare fastidio alle
galline dei vicini.....
Niente
da fare. Se ne vanno dopo avermi scritto nero su bianco questo:
Verbale 2720 "...hanno effettuato
un sopralluogo rilevando quanto segue: nel pascolo recintato di fianco
e sotto l'abitazione sono presenti 3 (tre) carcasse di pecore con lesioni
da morso nella regione della gola. All'esame ispettivo dopo scuoiatura
nei punti di lesione si evidenziano ematomi ed emorragie nonchè
lesioni della trachea. Assenza di lesioni da morsi in altre parti del
corpo e sintomi riferibili a malattie infettive in atto.
Visto il numero di episodi di predazione
dal 12 maggio 2010 a tutt'oggi, vista la delibera della Giunta Regionale
prot. n. 416/02 e succ modificazioni, si prescrive la messa in atto
di idonee misure in funzione delle necessità per il caso specifico
al fine di garantire un riparo adeguato dai predatori così come
previsto dal DLeg 146/2001.
(segue verbale 2721) Il
sig. Mazzini Dino ha dichiarato "che io sono convinto di aver messo
in atto anche misure straordinarie per arginare il problema, sono sicuro
di aver sollevato - (verbale 2721) di aver sollevato in tutte le sedi
e a tutti i livelli fino all'apparire del problema (4 anni fa) chiedendo
che la collettività, proprietaria di questi animali predatori,
chiedendo di trovare un rimedio, chiedo di sapere espressamente cosa
altrimenti devo fare per tutelare questi animali e in che modo la collettività,
proprietaria di questi animali predatori, intende pagare i maggiori
oneri conseguenti alle precise misure che mi verranno impartite"

A
questo punto come abbiamo scritto in premessa non ci sono più
altre alternative possibili. Quello che ci chiedono
di fare (tenere chiuse le pecore nella stalla o sorvegliarle a vista)
è assolutamente anti-economico ed improponibile. Continuare a
tenere gli animali nei recinti vuol dire quasi sicuramente beccarsi
anche una denuncia da loro, magari penale.
BASTAAAAAA
!!!!!!!
Dopo
alcune telefonate ad altri allevatori che non accettano le nostra pecore
rimaste (18) neanche in regalo, finalmente ne troviamo uno che
IN REGALO decide di prenderle tutte. L'operazione richiede
qualche giorno perchè e' necessaria una ordinanza
comunale per il dissequestro della pecora morsicata che
era sopravissuta e guarita. 17 pecore partono per una nuova
destinazione, speriamo più sicura per loro, il 25 giugno 2010.
L'ultima pecora se ne va da Casa Capuzzola il 29 giugno 2010.
IRONIA
DEL DESTINO, QUASI
A VOLERCI ANCHE PRENDERE IN GIRO, IN QUEGLI STESSI GIORNI,
QUANDO ORMAI DELLE PECORE QUI NON CE NE SONO PIU', ARRIVANO PER POSTA
:
1)
UNA LETTERA DELLA PROVINCIA DI MODENA
CON DATA 21 GIUGNO 2010 NELLA QUALE CI VIENE DATO TEMPO 15 GIORNI PER
ANDARE A RITIRARE IL MATERIALE PER I RECINTI CHE AVEVAMO CHIESTO IL
10 OTTOBRE 2008.
SONO PASSATI 21 MESI DALLA NOSTRA RICHIESTA E 9 MESI DALLA LORO TELEFONATA
CHE AVEVAMO RICEVUTO A SETTEMBRE 2009 E CHE LO PREANNUNCIAVA. TELEFONANDO
ALLA DITTA INDICATA NELLA LETTERA DOVE DOVREMMO ANDARE A RITIRARE IL
MATERIALE CI VIENE DETTO CHE............. QUESTO MATERIALE E' PRONTO
DA NOVEMBRE 2009 !!!.
2)
UNA RACCOMANDATA DELLA COMUNITA' MONTANA
CON DATA 22 GIUGNO 2010 CON LA RISPOSTA ALLA NOSTRA RICHIESTA DEL 4
FEBBRAIO 2008 DI POTER CHIUDERE L'AZIENDA PRIMA RINUNCIANDO AI CONTRIBUTI
PER L'AGRICOLTURA BIOLOGICA DEGLI ANNI SUCCESSIVI.
SONO PASSATI 28 MESI DALLA NOSTRA DOMANDA E SONO PASSATI 24 MESI DA
QUANDO GLI UFFICI REGIONALI AVEVANO RISPOSTO ALLA COMUNITA' MONTANA
QUELLO CHE LA COMUNITA' MONTANA VOLEVA SAPERE PER POTERCI RISPONDERE.
IN QUESTA RISPOSTA CI VIENE SCRITTO CHE NON CI SONO GLI ELEMENTI PER
RICONOSCERE IL CASO DI FORZA MAGGIORE E PERTANTO PER NOI E' NECESSARIO
CONTINUARE L'ATTIVITA' AGRICOLA ZOOTECNICA INIZIATA L'11 NOVEMBRE 2005
ALMENO FINO AL 10 NOVEMBRE 2010, A PENA ALTRIMENTI DELLA RESTITUZIONE
DI QUANTO PERCEPITO PER QUEL TIPO DI ATTIVITA' A PARTIRE DAL PRIMO ANNO
DI IMPEGNO (PIU' O MENO 20.000 EURO DA RESTITUIRE).

Risposta della Comunità Montana del 22 giugno
2010
alla nostra richiesta del 4 febbraio 2008
|

Risposta della Provincia di Modena del 21 giugno 2010
alla nostra richiesta del 10 ottobre 2008 |
TROVIAMO
UNA SOLUZIONE IMMEDIATAMENTE A QUESTO NUOVO PROBLEMA CHE SI VUOLE CREARE
NON RICONOSCENDOCI LA CAUSA DI FORZA MAGGIORE: INIZIAMO UN ALLEVAMENTO
BIOLOGICO DI ASINI. QUESTI ANIMALI DOVREBBERO ESSERE PIU' RESISTENTI
AGLI ATTACCHI DEI LUPI, DIFENDENDOSI A CALCI. PROVIAMO IN QUESTO MODO
A TIRARE AVANTI, PER RIUSCIRE ALMENO A TENERE PULITI I NOSTRI CAMPI
E PREVENIRE GLI INCENDI, OLTRE A SALVARE LA PRATICA NEGLI UFFICI. ALLEVANDO
ASINI, INFATTI, E' MOLTO DIFFICILE OTTENERE ANCHE UN REDDITO. MOLTO
PIU' DIFFICILE CHE CON LE PECORE.
THE END
MA
NON SIAMO DI FRONTE AD UN LIETO FINE.
INFATTI, ANCHE SE GLI ASINI ANDRANNO
PROBABILMENTE BENE PER PULIRE I TERRENI,
COSA CE NE FAREMO
ADESSO DI TUTTI GLI INVESTIMENTI SPECIFICI PER LA PASTORIZIA
CHE ABBIAMO FATTO NEGLI ANNI
PER GESTIRE AL MEGLIO TUTTE LE FASI DEL CICLO DI
DI PRODUZIONE, DALLA MUNGITURA ALLA VENDITA
AL DIRETTO CONSUMATORE ?
QUELLI AL MOMENTO SONO PERSI E NESSUNO CE LI HA PAGATI
!
CHI CI HA RICOMPENSATO PER LA CESSAZIONE
DI UNA ATTIVITA' ECONOMICA CHE UN PO'
DI REDDITO IN ASSENZA DEL LUPO COMUNQUE CE LO DAVA ED ORA NOI NON ABBIAMO
PIU' ?
NESSUNO !
Di
tutta la nostra azienda costituita, prima dell'arrivo dei lupi,
da oltre 100 pecore, e di tutti i lavori fatti per costruirla
(vedi sotto) che sono costati 20 anni di lavori e risparmi, ed
adesso non servono più a nessuno e non valgono più
niente, abbiamo ottenuto dalla collettività (Provincia
di Modena) solo un risarcimento totale di 10.300 euro per tutti
gli animali del gregge uccisi negli anni 2007, 2008, 2009 e 2010.
Quattro anni nei quali non siamo riusciti a produrre e vendere
nulla, sotto la pressione del predatore, ma abbiamo comunque speso
per allevare gli animali. A quei 10.300 di risarcimento vanno
tolte le spese di smaltimento delle carcasse che abbiamo pagato
noi negli anni 2007, 2008 e 2009 e le spese per le decine di certificazioni
dei veterinari ASL fatte per lo smaltimento delle carcasse e la
richiesta dei risarcimenti. A conti fatti, di tutta la nostra
azienda sono rimasti a noi meno di 9.000 euro e l'impossibilità
di continuare a fare quello che si voleva fare nella nostra terra,
niente altro. E' un giusto risarcimento per l'esproprio da noi
subito per fare posto al ritorno del lupo, in questo modello "naturale"
che si vuole ripristinare sul territorio, che va solo a beneficio
di chi l'ambiente lo vuole godere per distrarsi dalla vita di
città in cui vive, a discapito di chi invece in quell'ambiente
vorrebbe continuare a vivere, trovandoci sostentamento e curandolo
in armonia con la natura stessa ? Noi crediamo di no e siamo convinti
di aver subito una prepotenza. |
| ELENCO
DEI LAVORI ESEGUITI (E RELATIVA LINEA DI FINANZIAMENTO PUBBLICO
SE ESISTENTE) |
| INVESTIMENTO |
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Vedi
le foto
dei lavori eseguiti |
Lavori
eseguiti prima del 1994
Costruzione OVILE e acquisto attrezzature
interne
Realizzazione 2.500 m di recinzioni per ovini
Riapertura strade aziendali nei campi e pascoli
Sistemazione frane con ruspature e nuovi prati
Pulizia boschi e conversione in Alto Fusto
Sistemazione strada di accesso all'azienda
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Legge
185/92 Ripristino terreno da frane dovute alle piogge alluvionali
dal 9 al 13 giugno 1994. Realizzazione di ml 350 circa di
drenaggi profondi mediamente ml 5.5
Lavori eseguiti nell'estate 1996 |
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Regolamento
CEE n. 797/1985 . Demolizione e Ricostruzione Ricovero attrezzi.
Lavori eseguiti nel 1997-1999 |
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Obiettivo 5b misura 1a, 1° bando anno 1995.
Lavori eseguiti negli anni 1996-1998. |
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| Costruz.
laboratorio trasformazione latte e miele |
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| Recinzione
pascoli, ml 1240 |
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| Miglioramento
prati con arature e risemine |
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| Copertura
paddock esterno ovile |
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| Attrezzature
per lavorazione prodotti |
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Obiettivo 5b misura 2, 1° bando 1995.
Lavori eseguiti nel 1998 .
Investimenti in pubblicità (cartellonistica stradale,
depliant ecc..) |
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Piccole
opere di riassetto idrogeologico.
Costruzione palificate con legname
e drenaggi.
Lavori eseguiti nel 2000 |
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Obiettivo
5b misura 1a, 3° bando anno 1998
Lavori eseguiti nel 1999-2000
.Recinzioni, adeguamento stalla con sala latte e zona mungitura,
negozio, magazzino stagionatura, chiosco e parcheggio vendita |
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Obiettivo 5b misura 2, 3° bando anno 1998.
Lavori eseguiti nel 1999-2000 |
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| Recinzioni,
miglioramento pascoli, acquisto bestiame |
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Reg. Cee 1257/99 Asse 2 Mis 1A 1à bando.
Lavori
eseguiti nella primavera 2001 |
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|
Costruzione
fienile in sasso e legno
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Lavori
eseguiti dal 20 gen al 31 mag 2003 |
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Costruzione magazzino mangimi/pollaio/porcile
Ampliamento ovile in legno (12 mq) |
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IN
QUESTA STORIA, LE SCENE CRUENTE DOVE COMPAIONO
ANIMALI UCCISI SONO VERE, NON E' FINZIONE !!
PERSONAGGI
ED INTERPRETI DELLA STORIA
nell'importante
ordine di apparizione :
personaggi
principali che non hanno recitato !!!
L'ALLEVATORE
(
AVREBBE SOLO VOLUTO VIVERE IN PACE E LIBERO NELLA SUA TERRA NEI MONTI,
ANCHE CON LE SUE PECORE)
LE
PECORE DEL GREGGE (C'ERANO PER PRIME)
(CLICCA QUI PER
L'ELENCO DEGLI ANIMALI E VEDERE LA LORO DATA DI NASCITA E MORTE, CON
RELATIVA CAUSA).
IL
LUPO (E' ARRIVATO MOLTO DOPO)
(DA VEDERE DA LONTANO E' MOLTO BELLO, MA QUANDO LO CONOSCI
LASCI VOLENTIERI CHE FREQUENTI GLI ALTRI)
hanno
"recitato" nella parte dei "cattivi"
GLI
AMMINISTRATORI DELLA PROVINCIA DI MODENA
(CLICCA
QUI PER L'ELENCO DEGLI AMMINISTRATORI CHE HANNO PARTECIPATO)
I
FUNZIONARI DIPENDENTI DELLA PROVINCIA DI MODENA
(CLICCA
QUI PER L'ELENCO ED IL RUOLO DEI FUNZIONARI CHE HANNO PARTECIPATO)
I
FUNZIONARI DIPENDENTI DELLA COMUNITA' MONTANA
(CLICCA QUI PER
L'ELENCO ED IL RUOLO DEI FUNZIONARI CHE HANNO PARTECIPATO)
I
VETERINARI DIPENDENTI DELLA AZIENDA AUSL DI PAVULLO
(CLICCA
QUI PER L'ELENCO ED IL RUOLO DEI FUNZIONARI CHE HANNO PARTECIPATO)
hanno
"recitato" nella parte dei "buoni"
GLI
AMICI DEL LUPO
(CLICCA
QUI PER L'ELENCO ED IL RUOLO DEI VARI PERSONAGGI CHE HANNO PARTECIPATO)
I
POLITICI CHE NON COMANDANO
(CLICCA
QUI PER L'ELENCO ED IL RUOLO DEI VARI POLITICI CHE HANNO PARTECIPATO)
LE
COMPARSE
SCOMPARSE
(TANTA
GENTE - ALLEVATORI, AMBIENTALISTI, STUDIOSI - CHE SI SONO SENTITE OGNI
TANTO POI SONO SPARITE)
REGIA
UN PO' IL DESTINO (O MEGLIO LA SFIGA),
MA SOPRATTUTTO TANTA IPOCRISIA,
PREPOTENZA E MISERIA UMANA.

clicca
qui per vedere il sito della nostra azienda quando questa era in normale
attività |